Ciao a tutti.
É sabato e sono in biblioteca a scrivere la tesi.
Mi è venuta fame (strano) e allora sono scesa a mangiarmi il pezzo di focaccia comprato prima di entrare.
Mi sono seduta su una panchina dentro, avvolta dall’aria calda.
Finita la focaccia esco fuori, così prendo una boccata d’aria fresca.
Mi metto vicino al muro e decido di guardarmi attorno piuttosto che guardare il telefono. Vedo uscire due signore e due signori, venuti qui per una specie di evento credo, e inizio a pensare.
Penso che la mia giornata è iniziata facendo due lavatrici alle 6.30 di mattina, preparando la colazione di corsa perché ” dopo devo andare in biblioteca a scrivere la tesi”. Un pensiero che, in tempo non così lontano da noi, le donne non si potevano permettere.
Penso alle bibliotecaie qua dentro…ecco penso alla donna di oggi e alla donna di 70 -80 anni fa….
Penso alle storie che sto leggendo sui libri per la mia tesi di laurea, e mi sento così male per loro.
Riuscite ad immaginare come può essere stata la loro vita senza una voce in capitolo, essere sempre nel torto, essere condannate non tanto per l’azione compiuta, tanto quanto per l’averla compiuta in quanto donna.
Non potersi separare da proprio marito perché a chiederlo sei tu,donna. Non importa se vieni picchiata quotidianamente da tuo marito, sicuramente è perché hai sbagliato qualcosa e lui ti sta insegnando a non sbagliare più.
Essere considerata di “facili costumi” dopo aver subito violenza sensuale.
Insomma, sei nata sbagliata.
Sono sicura che queste frasi vi stanno facendo bollire un po’ di rabbia.
Io non riesco ad immaginarlo, ma solo il provare a pensarlo mi fa accorciare il respiro.
Ecco, penso che io, tu, noi, non dobbiamo mai dimenticare che il diploma, la laurea ce l’abbiamo anche grazie a queste donne (maggiormente) coraggiose.
È vero, la strada da fare purtroppo è ancora lunga, ma non si può negare che siamo nate più privilegiate, grazie a loro, di loro.
Non è così in tutto il mondo, questo è innegabile, infatti come ho scritto sopra: la strada da fare purtroppo è ancora lunga.
Vorrei approfondire meglio, ma la mia bellissima tesi è qui che mi guarda, quindi…alla prossima 🙂